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“Ma quando a farlo è un figo, la musica cambia, eh?”

Avatar di ArtyLa Pomme Entière

Racconti di un ragazzo che si è comportato male con te. Di un approccio viscido, sgradito. Di persone che non si sentono minimamente scoraggiate dai tuoi monosillabi e dai tuoi tentativi di sfuggire alla conversazione, ma che continuano a importi la loro presenza e la loro compagnia.

Racconti di uomini molto più grandi di te, che potrebbero essere tuo padre, che ci provano con te come se fosse del tutto normale. Racconti di avances asfissianti, di persone che ti interrompono mentre stai lavorando, che ti considerano lì a loro uso e consumo, racconti di schifosi che te lo appoggiano quando balli in discoteca.

E arriva La Frase.

Una Frase che, se non l’avessi letta un centinaio di volte, non potrei credere che sia così diffusa, tanto è lontana dalla comprensione, tanto è lontana dalla logica.

“Ma quando è un figo a farlo, la musica cambia, eh?”

È sbagliata su così…

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Who is afraid of feminism?

E sta volta si traduce dall’italiano all’inglese!
Ho trovato questo post davvero interessante e ho pensato che limitarlo agli italofoni fosse un vero peccato! Così ecco qui una veloce traduzione all’inglese nella speranza che possa esser eletto da più persone possibile 😉

Communication is fundamental, it always is! Even the ground-to-ground one. As well as the premises are, which should never be the anthesis of what you’re going to say after.

When I was a child, a long time ago, a neighbor –as blabbermouth as an hairdresser’s lounge– came to my mother and began: “Mrs Maria, not to disapprove: but that daughter of a slut…” and went on “non-disapproving” that poor daughter of somebody-I-don’t-recall! Often, we’ve heard or we’ve been told, conversation that started like this: “I’m not racist, but I totally can’t stand gypsies/romanians/negros/kurdish/chinese people!”. A baffling triviality! And somehow they make me laugh (and also little bit angry), those women that affirm: “I’m for rights equality among men and women. But for pity’s sake, I’m not a feminist!”

Ladies and gentlemen: THAT is feminism!

Beyond any definition you’d might find in the online dictionaries, feminism is a political, philosophical and social inclination grounded on gender equality. It’s a movement (born around the 19th century) that set these aims: the struggle against patriarchy and against sexism, the women’s emancipation, the promotion and the improvement of their “place” in society, as well as the extension of their rights and also the end to the oppression and the discriminations of which they’re still victims today in the everyday life.

There’s nothing to be ashamed of, it is nothing indecent at all! On the contrary, HOW didn’t we realize it before? Tons of thinkers, intellectuals, philosopher, sociologists who didn’t notice and didn’t try to fix the deep gap existing between genders.

Luckily I was born in the years of female protests, when women began to take to streets around the world. A lot of them have been insulted, beaten and arrested. But hence the 1972 forward it has been a constant flow of aprons and miniskirts, kerchiefs and hair in the air. Metalworkers were with the workers in the paddy fields and the nurses, with the employees, the hired hands and the housewives. All of them were there, from Turin to Palermo, through Rome, Naples and Irpinia. They rocked the boat, they smashed the ways of demonstration: they brought COLOUR, drums and new motions. They touched each other, they hugged, let the fascists spit on her and the police clear them out. But they always came back, MORE subversive than before! They were no longer invisible, they had a voice that roared in unison even in the smallest village.

The feminist protests have changed family law: the reform started in the streets and in the squares, not in the courthouses! There it’s only been modified in 1975, becoming constitutional. It’s thanks TO THE feminists that the dowry’s institution was repealed, that both spouses got the same juridical rights, that the community of property was established, and that the parental responsibility was extended also to the mother. Women demonstrated in factories and in universities, in suburbs and in general hospitals. They protested for Seveso, for abortion, against sexual harassment. They picketed in courthouses for Giorgiana and against those swines of Circeo’s slaughter. They achieved GREAT things in the 70s, and they lost a lot of blood and lives, in those streets that always merged into a common space. But if we look at the statistic about female-homicide, there is a lot to do. We need to clear that voice that’s still alive, that speak and exist in conventions and blogs. We need to go back to the squares and the streets to demand an equal salary when you carry out the same tasks of a man, to take off the crystal lid that wants us still secretaries and nurses but not that much managers and engineers. Who is afraid of feminism then? Only the morons and dulls, who are not grateful for that female womb that BROUGHT them to the world.

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Bi the way… la sessualità non è solo ‘etero o gay’

La B in LGBT è di frequente bistrattata e i/le bisessuali si trovano ad affrontare regolarmente pregiudizi e derisioni anche nella nostra comunità.

Odrhàn Allen di GLEN ha scritto un articolo sulle statistiche e i luoghi comuni sulla bisessualità per il Journal irlandese.

Ed eccovelo qui tradotto.

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TOM DALEY, Lady Gaga, Angelina Jolie and David Bowie. Cosa hanno tutt* in comune? Probabilmente non molto a parte la loro fama, ma hanno tutti detto pubblicamente di essere attratti sia dagli uomini che dalle donne, che ci fa dire che sono bisessuali. Il più recente, il 19enne tuffatore Olimpico Tom Daley, ha dichiarato che anche se è in una relazione con un uomo, le ragazze gli piacciono ancora. Sebbene la reazione generale al suo coming out sia stata molto positiva, purtroppo la reazione è stata meno positiva da alcuni fronti con un diluvio di insulti da parte di alcuni su Twitter e Facebook.

Esistono tre ampiamente riconosciuti orientamenti sessuali – etero, gay/lesbico e bisessuale. La sessualità umana esiste in un continuum che varia dall’attrazione per l’altro sesso a una estremità dello spettro, fino alla attrazione verso il proprio stesso sesso a quella opposta.
Mentre la maggior parte della popolazione Irlandese si identifica come etero, circa l’8% di essa si identifica come gay, lesbica o bisessuale. Una ricerca irlandese ha scoperto che nella fascia d’età tra i 17 e i 25 anni, il 4% dice di essere gay o lesbica e il 4% dice di essere bisessuale con un ulteriore 3% che dice di non essere certo della propria sessualità.

LUOGHI COMUNI

Un frequente pregiudizio che c’è quando qualcuno si dichiara bisessuale è che si sia dichiarato solo a metà e che sia solo una questione di tempo prima che venga allo scoperto del tutto e dica di essere in realtà omosessuale. Anche se questo è vero per alcune persone gay e il loro percorso di coming out, è sorprendente che tanta gente davvero non creda che i bisessuali esistano e che si possa essere solamente etero oppure gay.

Quando si scopre di non essere eterosessuale è comune avere paura di reazioni negative da parte della famiglia e degli amici. Alcuni omosessuali trovano più semplice dichiararsi bisessuali poiché stanno ancora esplorando la loro sessualità o perché li spaventa meno. Ma di solito qualcuno dice di essere bisessuale quel qualcuno È bisessuale e dovremmo accettarlo e rispettarlo. Magari la bisessualità mette alla prova alcuni di noi perché ci ricorda che la sessualità non è solo etero o gay ma è in un continuum, con persone che si trovano in diversi punti lungo la gamma.

I/le bisessuali, spesso abbreviato con “bi”, si possono trovare ad affrontare pregiudizi per il loro essere bi e questo può avere un impatto significativo su di loro. La ricerca irlandese mostra che lo stress sperimentato per via della propria omo- o bisessualità può avere effetti sulla salute mentale. La stessa ricerca mostra anche che le persone bi riferiscono di livelli più alti di autolesionismo e tentativi di suicidio se comparati ai gay. Può darsi che questo sia in parte perché i bisessuali incontrano pregiudizi allo stesso modo da parte degli omosessuali e dagli etero.

Bifobia

Come molta gente sa, l’omofobia è un insieme di atteggiamenti e comportamenti negativi nei confronti dei gay ma la bifobia è la discriminazione diretta specificamente a chi è bisessuale. Può prendere diverse forme e può essere involontaria. Spesso alle persone bisessuali si sentono dire cose come che “stanno con un piede in due scarpe”, che “non stanno giocando fino in fondo”, che “non accettano la loro omosessualità” o che “vogliono la botte piena e la moglie ubriaca”. Questi dolenti e offensivi commenti veicolano il messaggio che ci sia qualcosa di sbagliato nell’essere bisessuali o che quella sia una sessualità di minor valore. Il che non è vero.

Essere bisessuali è una identità sessuale legittima esattamente quanto lo è essere gay o etero. I/le bisessuali sono in grado di avere relazioni d’amore serie proprio come gli eterosessuali e gli omosessuali. Come vale per qualunque relazione, è la qualità della comunicazione, l’onestà e la fiducia tra i partner che dona stabilità alla relazione stessa.

Il vero problema con questi messaggi negativi riguardo alla bisessualità è che può aumentare la confusione di quelli, specialmente giovani, che stanno scoprendo la propria sessualità e che sentono che potrebbero essere bisessuali. I miti e i luoghi comuni sulle persone bisessuali possono turbare lo smarrimento che un giovane prova quando sta mettendo in discussione il proprio orientamento sessuale o quando ha paura di fare coming out.

È importante per coloro che si sta interrogando su proprio orientamento o sul dichiararsi, che si sentano a loro agio nell’essere se stessi, sia che siano etero, gay o bi. Mentre potrebbero non sentire l’esigenza di venire così pubblicamente allo scoperto, potrebbero auspicabilmente trovare conforto nelle parole che Tom Daley ha pronunciato nel suo video di coming out:

Nella primavera di quest’anno la mia vita è cambiata… qualcosa semplicemente è scattato… Mi piacciono ancora le ragazze ma in questo momento sto frequentando un ragazzo e non potrei essere più felice… Sento solo che è giusto… tutta la mia famiglia e i miei amici a cui l’ho detto mi sono stati di supporto… e sono ancora lo stesso Tom.

 

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